Skin care

Durante la gravidanza la pelle materna subisce tipiche modificazioni, alcune delle quali sono particolarmente frequenti
e possono persistere anche dopo la gravidanza.

Pigmentazioni cutanee

Sono di natura ormonale (estrogeni e progesterone producono un’attività di intenso stimolo dei melanociti) ed interessano quasi il 50 % delle donne dopo la gravidanza. L’area più frequentemente interessata è il volto, sul quale può comparire un’ampia area di pigmentazione che interessa la fronte, il naso, gli zigomi e le labbra (melasma gravidico). Acido retinoico e acido azelaio da soli o in combinazione con idrochinone e/o cortisonici sono le sostanze maggiormente impiegate nel trattamento delle pigmentazioni cutanee post-gravidiche. L’acido azelaico può essere impiegato con sicurezza anche durante l’allattamento. Dopo l’allattamento è possibile fare ricorso a peeling chimico, laser, microdermoabrasione o luce pulsata. Nei casi resistenti e nelle terapie di lunga durata è preferibile fare terapie topiche combinate con impiego di 2 o 3 sostanze farmacologiche. La depigmentazione delle aree trattate si manifesta in genere dopo 5-7 settimane di terapia. Un costante impiego di protezione solare ad ampio schermo è parte integrante della terapia depigmentante: esiste una correlazione tra l’impiego costante e corretto dello schermo solare e i risultati del trattamento.

  • Controllo e rimozione dei fattori di rischio (protezione solare, sospensione di terapie ormonali e fotosensibilizzanti)
  • Terapia depigmentante locale
  • Terapia esfoliante

Metodiche di primo livello associate a peeling chimici

Metodiche di primo livello associate a laser o luce pulsata

Eritemi e capillari del volto

La comparsa al volto di aree cutanee arrossate e di piccoli dilatazioni capillari è molto frequente in gravidanza. Anche queste manifestazioni si formano sotto l’influsso degli ormoni gravidici. Normalmente scompaiono dopo la gravidanza; talvolta i capillari possono non regredire e persistere anche dopo il parto. Il trattamento di scelta è il laser (pulse dye laser) o la elettrocoagulazione.

Smagliature post-gravidiche

Le smagliature compaiono in circa il 50-90 % delle donne in gravidanza. In genere il loro esordio è tra la 24a e la 40° settimana di gravidanza.  Stress meccanico (dovuto al rapido processo di espansione cutanea) ed attività ormonale sono alla base delle tipiche alterazioni della superficie cutanea. Le smagliature sono inizialmente rosse e prominenti. Diventano poi chiare e atrofiche e appaiono come linee sottili (ma talvolta anche ampie) e depresse, più chiare rispetto alla cute circostante. Interessano più frequentemente il basso addome e le mammelle, ma possono comparire anche ai glutei e alle cosce. Le smagliature riflettono una profonda alterazione della struttura cutanea e in particolare delle fibre collagene che perdono la loro tenace aggregazione, divengono più lasse e meno fittamente stipate.

L’approccio terapeutico più efficace consiste nella terapia topica con tretinoina associata a laser frazionale non ablativo. Alcuni studi documentano l’efficacia di altre metodiche quali la microdermobrasione, il microneedling, e la radiofrequenza a microaghi.

Disidratazione cutanea e aging cutaneo post-gravidico

La pelle in gravidanza appare tesa e bene idratata (per effetto anche della ritenzione idrica), dopo la gravidanza e l’allattamento, come conseguenza delle repentine modificazioni ormonali e del periodo di intensa fatica e stanchezza, la pelle diventa progressivamente disidratata, talvolta ruvida ed arrossata. Tali manifestazioni sono più apprezzabili al volto ma possono interessare tutto il corpo. Alla secchezza cutanea si associa spesso la perdita di tono: la pelle appare meno compatta e densa. Compaiono le prime fini rugosità. Quest’ultime manifestazioni possono essere i segni di un iniziale processo di invecchiamento cutaneo. Da un punto di vista biologico, tre fondamentali fenomeni caratterizzano la pelle che invecchia:

  1. la progressiva riduzione delle molecole che danno struttura e sostegno alla pelle (in particolare collagene ed elastina),
  2. la diminuzione del contenuto di acido ialuronico (questa molecola funziona come una spugna, assorbe molecole di acqua e dona volume alla pelle),
  3. la diminuzione di fibroblasti (una particolare classe di cellule cutanee) che producono sempre meno collagene ed acido ialuronico.

L’effetto combinato di questi tre fenomeni produce la comparsa sulla pelle di linee, rughe, pieghe, solchi e lassità. Nell’aging cutaneo post-gravidico si impiegano metodiche terapeutiche che contrastano l’invecchiamento cutaneo favorendo la proliferazione di nuove cellule e la sintesi di nuove molecole a sostituzione delle strutture cutanee andate perse nel tempo.

  • Dermocosmesi e cura quotidiana della pelle
  • Protezione solare
  • Antiossidanti
  • Regolatori del ricambio e della riparazione cellulare
  • Peeling chimico
  • Luce pulsata
  • Laser non ablativo
  • Radiofrequenza
  • Metodiche di biorivitalizzazione e biostimolazione
  • Prevenzione delle rughe dinamiche
  • Correzione delle rughe statiche
  • Ristrutturazione del tessuto adiposo e dei volumi persi, mediante ridensificazione cutanea e ridefinizione dei contorni
  • Antiossidanti
  • Fumo
  • Inquinamento ambientale
  • Esposizione solare
  • Ridurre lo stress
  • Cura dell’alimentazione
  • Supplementazione ed integrazione alimentare
  • Attività fisica
  • Controllo e cura delle condizioni generali di salute